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Iptv illegali e pezzotto tv

Lampeggiante polizia

Iptv illegali: vedere tutto, subito e senza pagare, o pagando poco. Il sogno di qualsiasi appassionato di televisione.

E' per questo motivo che Veronica Diquattro, la numero uno di DAZN, la piattaforma live del gruppo britannico Perform Dazn Group, che a partire dalla prossima stagione trasmetterà tutta la Serie A TIM, tutte le partite di UEFA Europa League, i migliori match della UEFA Conference League e molto molto altro, non ha dubbi su quale sia il principale nemico da combattere e il numero uno dei competitor: il pezzotto.

Pezzotto come funziona

Pezzotto, che sta per “scatolotto”, fa riferimento a qualcosa di falso, di contraffatto. Il pezzotto in effetti non è altro che il nome popolare che in questo settore viene dato a un generico set top box HDMI, ovvero un apparecchio da collegare alla TV che al proprio interno contiene tutto il necessario per decodificare i segnali digitali pirata in arrivo dalla rete Internet. In sostanza, si tratta di un prodotto fisico che funziona come porta d'accesso a servizi, i quali inviano tramite connessioni in fibra video Iptv illegali attinti da fonti coperte da copyright.

Il principio alla base di tutti i canali TV, satellitari o in streaming, appezzottati è sempre lo stesso: si usa un decoder o un abbonamento originale e legittimo per decodificare il segnale criptato, che dovrebbe rimanere riservato agli abbonati, e poi, tramite la ben rodata (e del tutto legale, se non viene usata per veicolare contenuti piratati) tecnologia Iptv, lo si invia in streaming tramite Internet ai propri clienti. Con il pezzotto si ha la possibilità di vedere l'intera gamma di contenuti di piattaforme a pagamento, quali Sky, Mediaset Premium, Netflix e DAZN, quando è invece noto che un singolo abbonamento originale è limitato a determinati contenuti calcistici, sportivi o cinematografici e ha un costo tre,quattro volte maggiore. Nel caso di pezzotto Sky la falsificazione è molto sofisticata e richiede, per la trasmissione del segnale piratato, una buona attrezzatura hardware e una eccellente connessione a Internet.

Il sistema del pezzotto sfrutta il passaparola e le chat delle più comuni applicazioni di messaggistica istantanea, dove l’apice dell’organizzazione rende noti una serie di codici che servono ad accedere ai contenuti. Il servizio di Iptv streaming pirata viene pubblicizzato su Telegram, su vari social network e in diversi siti di bot, su canali, gruppi, account, forum, blog e profili. E’ persino possibile limitarsi ad aderire a determinati abbonamenti, tutti illeciti ovviamente, che vengono proposti su alcuni siti Internet, con tanto di profili tariffari a seconda del portfolio desiderato.

Risultato: secondo un’inchiesta resa nota da la Repubblica, due milioni di utenti si sono abbonati in maniera abusiva.

Pezzotto multe: cosa rischia chi lo possiede?

Il pezzotto costituisce reato non solo per chi lo mette a disposizione (cioè, per colui che lo vende agli spettatori offrendo il servizio), ma anche per l’utente finale, che decide di pagare un piccolo abbonamento per godere di una miriade di contenuti esclusivi.

Chi ha il pezzotto incorre in una violazione del diritto d’autore che, per la legge, è un reato punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una sanzione pecuniaria che va dai 2.582 ai 25.822 euro.

Per la precisione, la legge stabilisce che è punito con le suddette pene chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato (visibili esclusivamente a gruppi di utenti selezionati) effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale.

Secondo la legge la pena non è mai inferiore a due anni di reclusione e la multa a 15.493 euro se il fatto è di rilevante gravità, ovvero quando si possiede un decoder in grado di ricevere le trasmissioni a pagamento di numerose piattaforme private, ma si usufruisce del servizio illegale per lungo tempo.

Iptv multe: cosa rischia chi fornisce il pezzotto?

Colui che procura il pezzotto, cioè la persona che fornisce il sistema per poter vedere illegalmente contenuti protetti dal diritto d’autore, rischia una pena non minore. Secondo la legge, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 2.582 a 15.493 euro chiunque, a fini di lucro, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, vende, concede in noleggio, cede a qualsiasi titolo, promuove commercialmente, installa dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l’accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto. La pena è aumentata per chi ha una vera organizzazione volta a favorire la diffusione del pezzotto.

Iptv pirateria: "Operazione Black out"

Da maggio scorso il pezzotto non funziona più nelle case di oltre 1,5 milioni di italiani. La pirateria digitale veicolata tramite streaming, e nello specifico Iptv illegali, ha subito un colpo senza precedenti. Con l’Operazione Black out, avviata mesi fa, più di 200 specialisti provenienti da undici compartimenti regionali della Polizia postale hanno smantellato in diciotto province una “complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico“. In pratica, come riporta la Polizia, “è stato azzerato l’80% del flusso Iptv illegale in Italia“, che garantiva ad un'associazione criminale un introito illecito di circa 15 milioni di euro mensili.

Sono 45 le persone indagate per associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere dell’ingegno. Un giro di affari illegale per milioni di euro ai danni di Sky, DAZN, Mediaset, Netflix e non solo.

Lantennista, in quanto professionista della progettazione e della realizzazione di impianti singoli e multi-utenza, destinati alla ricezione TV, nonchè installatore autorizzato Sky, raccomanda sempre l'utilizzo di strumenti originali e a norma di legge. Evitare di usare hardware e software contraffatti, o borderline, permette di usufruire di tanti contenuti e servizi senza incorrere in spiacevoli incovenienti o sanzioni. Per qualsiasi dubbio o richiesta di approfondimento, siamo sempre a vostra disposizione, telefonicamente o tramite il nostro sito. Contattateci!